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Non è un prodotto anche questo?


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Un benvenuto ad uno spot piacevole

Torniamo a parlare di spot alla radio, dopo l’infelice storia del defficiente (che nel frattempo ha ripreso ad andare in onda).

Sempre se ascoltate Radio 24, non potete non aver sentito la serie di spot di Welcome Italia.

Welcome Italia Logo

Gli spot sono disponibili per l’ascolto anche sul loro sito.
La nota molto positiva è senza dubbio un eccellente padronanza del mezzo. Il problema principale della “provocazione” del defficiente era che non avevano capito l’estrema familiarità del media radio, non avevano capito che quella voce che esce dall’altoparlante, dalle cuffie o dal cruscotto dell’auto.

Ora gli spot di Welcome Italia sono calmi, rilassati. Non ci sono insulti o urla, non c’è musica fastidiosa.

Ci sono al contrario voci pacate, amichevoli, che con garbo spiegano perché hanno scelto questo come loro provider di telefonia.
E, cosa molto interessante, lo dicono mettendoci la faccia, con nomi, cognomi e funzioni. Ovviamente si tratta di accordi commerciali, come sempre accade nella presentazione di case history così dettagliate. Ma è comunque un segnale molto forte nei confronti di nuovi clienti, anche perché le tipologie di aziende che vengono rappresentate sono molto diverse, ed è facile quindi che un nuovo potenziale cliente si identifichi in una di esse.

Presentarsi in prima persone, quindi, è sempre un fatto positivo, ma lo è ancora di più se si considera l’uso dello strumento.
Stavolta il messaggio passa molto bene, resta una bella sensazione e, soprattutto, rimane impresso il nome della società.

La cosa ancora più interessante è che Welcome utilizza lo stesso metodo, oltre che per i testimonial anche per cercare i propri agenti. Stavolta a parlare è direttamente l’amministratore delegato, che con la consueta calma e chiarezza illustra l’offerta per chi vuole rivendere i prodotti Welcome Italia.

In conclusione, vediamo quali sono i punti più efficaci di questa campagna pubblicitaria.

  1. Metterci la faccia. È sempre importante (lo sappiamo dai tempi di Carosello o recentemente con Giovanni Rana), ma lo è ancora di più quando si vuole portare come esempio i propri clienti. E sentire la voce che parla direttamente a chi cliente non è aiuta molto a creare un rapporto di fiducia e a spingere l’ascoltatore a saperne di più. Oppure a invogliare l’agente di commercio a capire se quella è un’azienda da rappresentare.
  2. Chiarezza e leggerezza. In totale opposizione al precedente caso, stavolta il messaggio è inviato in modo chiaro, semplice, con toni leggeri e garbati. E arriva. Questo smonta parecchie teorie su quanto sia importante la provocazione, l’alto impatto o il presunto infrangere le regole. Il caso Welcome Italia dimostra invece che basta parlare chiaro, diretto e in modo cortese, e quello che si vuole dire non solo sarà ascoltato, ma resterà.
  3. Padronanza del mezzo. L’ultimo punto è forse quello più importante nel capire il caso. Infatti su un altro mezzo di comunicazione non sarebbe stato così efficace il messaggio. Sappiamo benissimo che il mezzo è il messaggio, ma questo vuol dire saperlo usare. La radio è forse il medium più familiare che esista, e usarlo come se si stesse parlando ad un amico, con toni pacati e leggeri, vuol dire creare un messaggio vincente. E questo è davvero un caso emblematico.

Speriamo che molti seguano questo esempio, senza inciampare in “provocazioni” di cui, onestamente, non sentivamo la mancanza.

Federico


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Foursquare è un’opportunità da non sottovalutare

Logo Foursquare

Mi è capitato recentemente di partecipare a diverse inaugurazioni di attività commerciali, tutte orientate ad un target abbastanza giovane: pizzerie trendy, paninerie fighette, gelaterie naturali e quant’altro.
Insomma, per farla breve, tutti gli avventori avevano in mano un iPhone.

Qual è il problema l’avrete capito: nessuno di loro usava bene Foursquare.
In particolare due/tre location le ho aggiunte io durante l’inaugurazione e altre erano inserite sì, ma o con dati sbagliati o con addirittura il proprietario come Mayor.

Questo segnala un’enorme sottovalutazione dello strumento, sia per completa ignoranza della sua esistenza, sia perché quando lo si conosce non si capisce bene come poterlo usare per migliorare il proprio business.

Vediamo qualche punto di forza di Foursquare, tanto per capire meglio qual è la sua utilità reale.

  1. È gratis. Essì, gestire una venue sul social network non comporta (almeno ad oggi) costi. Questo potrebbe essere già un motivo per indurre un gestore di un’attività a dedicargli del tempo. Male che va non si è perso nulla!
  2. Il numero di utenti. Le stime in questo caso vanno e vengono, ci sono analisi più o meno confortanti in tal senso. Non penso che però ci si debba focalizzare sui numeri. Foursquare è una di quelle cose che prima o poi tutti gli utenti di iPhone o Android vogliono provare. Quindi perché non sfruttare i geek, o solo i curiosi, per emergere dal mucchio?
  3. Le opportunità di fidelizzazione. Certo, in una nazione in cui uno strumento eccellente come Groupon viene usato solo per dare sole magistrali ai clienti capitalizzare al massimo, invece che investire sul futuro, è difficile parlare di fidelizzazione. Però, tornando al punto 1, è un’opportunità di farsi conoscere e mantenere i clienti a costo zero. E con un po’ di fantasia si possono creare offerte ricorrenti che spingano i clienti a tornare da voi, e a restarci.

Insomma i punti sono abbastanza chiari quindi, cari gestori, perché non lo usate?
E gli esempi in Italia ci sono già.
Basti pensare a Coin, che offre la Coincard Easy, valore 5€ ai Mayor (trovate una bella intervista su Foursquare Italia), ma anche a Samsonite che ha iniziato un concorso nei suoi negozi. Oppure a molti caffè letterari che, apprezzabilmente, hanno capito il valore e riescono ad emergere proponendo anche promozioni ricorrenti.

L’opportunità c’è, bastano pochi step per prendere il controllo della propria attività e iniziare a pubblicare offerte speciali a chi fa check-in da voi.

E ricordatevi che questo marchio
Foursquare Special Here
può fare la differenza quando si cerca un posto dove andare.

Fosse anche un caffè. Ma perché non provarci?

Federico


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Mulino Bianco, i rumori di Banderas e il brand extension

Partiamo da una curiosità onomatopeica per parlare di una manovra di marketing un po’ più seria.
Guardate questi due video e attenzione all’azzanno!

Prima il cornettone al cioccolato:

Poi il biscotto vaporoso:

Onestamente il rumore è un po’ troppo marcato, e non penso sia la dentiera di Banderas, come suggerisce la mia amica Lyndin. Si tratta senza dubbio di miglioramento pubblicitario che trovo assolutamente riuscito. Rende molto bene sia la genuinità che la freschezza dei prodotti, e rimarca ancora di più la qualità elevatissima, forse il principale punto di forza del brand della Barilla. Che personalmente, e non vedo perché non dirlo, adoro.

Ma dobbiamo parlare di cose più serie. Ora io ho sempre apprezzato, oltre che ai prodotti Barilla, anche la grande capacità di trovare pubblicità, messaggi e idee sempre innovative e molto interessanti da analizzare. Quindi partiamo dai morsi del caro Antonio per iniziare a parlare dell’operazione di brand extension che Mulino Bianco sta portando avanti da un po’.

Non so se ci avete fatto caso, ma la confezione dei biscotti al vapore è verde.

Mulino Bianco Fiori di Latte
Il cambio di colore della confezione è il secondo segno più forte che si può utilizzare per un’operazione di brand extension, appunto, o di brand spinoff. La Barilla è diverso tempo che sta lavorando ad una riorganizzazione dei suoi marchi di maggior successo. Questo è avvenuto utilizzando prima lo spinoff, per staccare un brand famoso dal marchio “padre”, sia poi procedendo ad un’estensione più ampia dei prodotti venduti all’interno del brand stesso. Lo spinoff è appunto lo strumento principe per estendere un marchio.
Facciamo due esempi, molto evidenti, che immagino molti consumatori avranno notato, riguardo Pan di Stelle e Gran Cereale.

                   Logo Pan di Stelle Mulino Bianco Barilla                 Gran Cereale Barilla

Questi due marchi erano prodotti di gran successo all’interno del brand principale Mulino Bianco, erano solo due linee di biscotti (anzi i Pan di Stelle sono forse i migliori biscotti industriali prodotti in Italia), ma ora sono diventati rispettivamente una linea di dolciumi di classe, e la linea di prodotti più naturalistica a disposizione della Barilla (La nostra forza, la nostra vera natura).
Questa operazione di totale spinoff, che ha incluso ovviamente la creazione di due siti dedicati ai nuovi brand ha capitalizzato il successo dei prodotti, creando dal nulla nuove linee ed un’offerta più ampia di prodotti che va oltre la colazione o i prodotti di contorno normalmente presentati dal Mulino Bianco.

Tre cose inoltre ritengo siano degne di nota.
La prima è l’estrema attenzione di Barilla verso i nuovi media (le app per gli smartphone, l’uso dei social network) e la cura con cui realizza i propri prodotti. La seconda è più che altro una curiosità, nel logo dei Pan di Stelle è ancora presente il mulino, forse perché sono troppo fortemente legati a quel marchio, ma sarebbe interessante sapere perché invece nei Gran Cereale non c’è più.
La terza è che, come accennato prima, i Pan di Stelle sono diventati un brand raffinato (basta guardare gli spot). Questa cosa è curiosa perché ritengo che la decisione sia stata quella di puntare, come target del prodotto, a chi con quei biscotti è cresciuto. Ora queste persone, adulte e ben sistemate, possono tornare un po’ bambine, assaporando in altre forme un prodotto tipico della loro infanzia.

Questo come detto riguarda i due principali spinoff del Mulino Bianco, tornando ai biscotti di Bandereas, e al Mulino Verde, troviamo, sulla pagina di presentazione dei biscotti al vapore, l’elenco delle varie extension fatte (cliccate per vedere meglio).

Brand Mulino Bianco

La riorganizzazione, nemmeno a farlo apposta, è eccellente. Vediamo cosa è stato fatto.

  • Colazione e Merenda: la linea classica del Mulino, i biscotti a confezione gialla che tutti conosciamo e apprezziamo.
  • Pani del Mulino: il pane del Mulino Bianco, in tutte le sue forme, caratterizzata da un colore bruno, che ricorda la crosta del pane, la farina e il forno.
  • Mulino Verde: come detto la linea leggera e naturalistica, confezione verde.
  • Storie di Frutta: una sotto-brand che un po’ si scosta dalle altre linee, con frullati e frutta al cucchiaio. I colori sono primaverli e brillanti
  • Amici del Mulino: i colori pastello, che simbolizzano gioco e felicità, indicano la linea di prodotti destinata ai bambini più piccoli.

Come visto quindi sia la riorganizzazione interna, che lo spinoff di due marchi di successo indica un’estrema attenzione e grande padronanza dei mezzi del marketing moderno.
E questo ovviamente costa sì fatica, ma da i suoi frutti, rendendo Barilla uno dei maggiori player in questo campo, ed un esempio da studiare e seguire.

Una cosa non ho capito comunque, ma Banderas ha la dentiera o no? 🙂

Alla prossima!

Federico